Qualità della vita 2019: l’indice “qualità dell’aria” conferma i dati allarmanti che caratterizzano le città del Nord Italia

17-12-2019   Fabio Mazzocchio news

Il Sole 24 Ore ha pubblicato l’annuale classifica inerente le città con la migliore qualità della vita per l’anno 2019 basata su 90 indicatori raggruppati in sei indici principali: “Ricchezza e consumi”, “Ambiente e servizi”, “Giustizia e sicurezza”, “Affari e lavoro”, “Demografia e società”, “Cultura e tempo libero”.

La classifica generale (clicca qui per visualizzarla sul sito del Sole 24 Ore) vede Milano al primo posto seguita da Bolzano e Trento: il resto della Top 10 è composto da altre città del Nord Italia nonché Aosta, Trieste, Monza e Brianza, Verona, Treviso, Venezia e Parma.

Tra il 100° e il 107° posto, gli ultimi in classifica, si evidenziano le seguenti città del Meridione: Messina, Trapani, Agrigento, Vibo Valentia, Enna, Foggia, Crotone e Caltanisetta.

 

Classifica qualita della vita 2019 sole 24 ore

Immagine 1 – Classifica “Qualità della vita 2019” del Sole 24 Ore.

 

A quanto pare resta ancora cruciale il divario tra il Nord e il Sud del paese; tuttavia è necessario domandarsi se questa situazione è valida per tutti i 90 indicatori caratterizzanti la graduatoria: infatti, se si analizza il settore “Ambiente e Servizi”, per quanto concerne l’indice “qualità dell’aria – PM10 tutte le città del Nord mostrano dati allarmanti.

Tra le Top 10 menzionate per la classifica generale, l’unica che mantiene un buon posizionamento  anche per l’indicatore “qualità dell’aria – PM10” è Aosta, al 4° posto: infatti Milano si piazza al 94° posto a causa di una concentrazione media di PM10 pari a 32,5 microgrammi; Bolzano non supera il 13° posto e Trento si posiziona 39° in classifica. Le altre si trovano via via più in basso: Trieste al 20° posto, Monza e Brianza al 98°, Verona al 49°, Treviso al 51°, Venezia all’89°, Parma all’85°. 

 

qualita aria 1qualita aria 2

Immagine 2 – Classifica secondo l’indicatore “Qualità dell’aria – PM10”.

 

Non si possono evitare riflessioni approfondite sull’argomento: il respirare è una funzione vitale primaria ed è pertanto importante comprendere la composizione chimica dell’aria inalata.

Purtroppo il “Rapporto annuale sulla qualità dell’aria” del 2019, stilato dall’European Environment Agency, aggiunge ulteriori informazioni angoscianti sul tema: il nostro paese infatti è al primo posto in Europa per decessi prematuri legati al biossido di azoto (14.600 morti), all’ozono (circa 3.000) e al particolato fine PM2,5 (58.600).

In particolare, la Pianura Padana si è guadagnata l’indesiderato titolo di “camera a gas d’Italia in quanto le sue città sfiorano più volte l’anno i limiti di sicurezza imposti dall’Unione europea per gli inquinanti nell’aria.

Sicuramente la geografia che caratterizza il territorio padano, chiuso sia dalle Alpi che dagli Appennini, fa sì che l’aria si ristagni ed accumuli inquinanti soprattutto nella sua parte occidentale (tra Piemonte e Lombardia), ma rimane il fatto che l’utilizzo ricorrente dell’auto privata, l’inquinamento sia industriale che edilizio e il consumo di energia, proveniente per lo più da fonti fossili, sono elementi che compromettono la qualità dell’aria che respiriamo: in questo frangente, le Istituzioni continuano a tardare le proposte di soluzioni efficaci.